Feudi Crocifissi tra i protagonisti dell’evento “Pompeii, dell’antichità della Vitae, del Vino e del Cibo”

Settembre 2025 – Parco Archeologico di Pompei

Un’esperienza sospesa tra storia, cultura e vino: è in questo scenario unico che si è tenuta la terza edizione dell’evento “Pompeii, dell’antichità della Vitae, del Vino e del Cibo”, un viaggio multisensoriale nel cuore di una delle città più iconiche del mondo antico.

Organizzato tra il Quadriportico dei Teatri, Viale delle Ginestre e l’Auditorium del Parco Archeologico, l’evento ha celebrato il legame profondo tra enogastronomia e archeologia, facendo dialogare presente e passato attraverso il linguaggio universale del gusto.

Tra i momenti più attesi, l’anteprima esclusiva della guida “Untold 2026” di Decanto, un progetto che premia le eccellenze enologiche italiane selezionate attraverso degustazioni alla cieca, libere da etichette e preconcetti. Solo sedici vini sono stati scelti per rappresentare il meglio della produzione italiana nel contesto della manifestazione.

Il nostro Fiano premiato tra le eccellenze italiane

Siamo orgogliosi di raccontare che Feudi Crocifissi è stata tra le aziende protagoniste dell’evento con Volume 1 il quale ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dei Tre Cavatappi, simbolo di autenticità, qualità e identità territoriale. Un premio che per noi rappresenta molto più di una menzione: è il segno tangibile di un lavoro fatto con passione, rispetto per la terra e visione.

Essere presenti in un luogo così ricco di memoria, raccontando il nostro vino tra colonne, pietre e storie millenarie, è stato un momento di profonda connessione con le radici più autentiche del nostro Sud.
Eventi come questo dimostrano quanto il vino possa essere strumento di narrazione e ponte tra epoche. Per Feudi Crocifissi, partecipare a questo evento è stato più che un riconoscimento: è stato un ritorno simbolico alle origini della nostra cultura, dove il vino era già parte della vita quotidiana, del rito e del paesaggio.

Continueremo a portare avanti questo racconto, vendemmia dopo vendemmia, con la convinzione che ogni calice può contenere non solo il frutto della terra ma anche la memoria di chi la abita.